INPS: debiti contributivi rateizzabili fino a 60 rate mensili

L’INPS ha pubblicato le istruzioni operative per richiedere la rateizzazione dei debiti contributivi fino a un massimo di 60 rate mensili. Le nuove regole si applicano alle domande presentate dal 21 maggio 2026, data di pubblicazione della Circolare n. 60/2026.

La misura, introdotta dal Collegato Lavoro (articolo 23 della legge 203/2024), consente a imprese e contribuenti in temporanea difficoltà economico-finanziaria di regolarizzare la propria posizione contributiva mantenendo il DURC regolare.

Rateizzazione fino a 36 o 60 mesi

La durata del piano varia in base all’importo del debito:

  • fino a 500 mila euro: massimo 36 rate mensili;
  • oltre 500 mila euro: fino a 60 rate mensili.

Per ottenere la dilazione è necessario dimostrare una situazione temporanea di difficoltà economica e finanziaria, che sarà verificata dall’INPS tramite specifica istruttoria.

Le richieste fino a 36 rate vengono autorizzate dai direttori delle sedi territoriali INPS, mentre quelle fino a 60 rate spettano ai direttori regionali o metropolitani.

Quali debiti possono essere rateizzati

La misura riguarda i debiti contributivi non ancora affidati alla riscossione esattoriale, compresi:

  • contributi omessi o versati in ritardo;
  • contributi derivanti da denunce omesse o non veritiere;
  • somme emerse da controlli ispettivi;
  • comunicazioni di compliance INPS;
  • addebiti notificati dopo verifiche d’ufficio.

La rateizzazione comprende l’intera esposizione debitoria verso le Gestioni INPS, escluse solo le somme contestate in sede amministrativa o giudiziaria.

Quando si considera valida la difficoltà economica

L’INPS riconosce la temporanea difficoltà economica anche in presenza di eventi eccezionali, tra cui:

  • crisi aziendali con rilevanti effetti economici e sociali;
  • ristrutturazioni o riconversioni aziendali con CIGS;
  • obblighi contributivi particolarmente onerosi previsti dai contratti collettivi;
  • mancati pagamenti da parte di clienti pubblici o privati;
  • esecuzione di provvedimenti giudiziari.

In ogni caso, il mancato o ritardato pagamento dei contributi deve risultare effettivo e documentabile.

Come presentare la domanda

La richiesta deve essere inviata esclusivamente online tramite il Cassetto previdenziale INPS, direttamente dal contribuente oppure tramite intermediario abilitato.

Per accedere al servizio è necessario autenticarsi con:

  • SPID;
  • CIE;
  • CNS.

La domanda deve includere tutti i debiti contributivi maturati verso l’INPS, con indicazione dettagliata degli importi dovuti.

Con la presentazione della richiesta, il debitore riconosce formalmente il debito e rinuncia a eventuali contestazioni sulla sua esistenza o esigibilità.

Tempi di risposta e pagamento della prima rata

L’INPS conclude l’istruttoria entro 20 giorni dalla presentazione della domanda.

Una volta approvato il piano:

  • viene definito il calendario delle rate;
  • la prima rata deve essere pagata entro la scadenza indicata;
  • il pagamento della prima rata rende attiva la dilazione.

Sugli importi rateizzati si applicano gli interessi di dilazione previsti al momento della domanda. Non è consentito il pagamento tramite compensazione fiscale.

Dal versamento della prima rata il contribuente torna regolare ai fini contributivi, con effetti positivi sul rilascio del DURC e sull’accesso ad appalti e agevolazioni.

Possibile una seconda dilazione

Chi ha già una rateizzazione attiva può ottenere una seconda dilazione solo in casi specifici:

  • per debiti sorti successivamente al primo piano;
  • per contributi correnti maturati durante l’istruttoria della domanda precedente.

La seconda richiesta non è ammessa se:

  • nei sei mesi precedenti è stata revocata una dilazione;
  • risultano già due piani di rateazione attivi.

Quando scatta la revoca della rateizzazione

Il piano decade nei seguenti casi:

  • mancato pagamento della prima rata;
  • tre rate non pagate, anche non consecutive;
  • ritardo superiore a 30 giorni sull’ultima rata;
  • mancato versamento della contribuzione corrente.

La revoca comporta la perdita della dilazione e impedisce la presentazione immediata di una nuova domanda.

Rideterminazione dei piani già in corso

Le nuove regole si applicano anche alle domande presentate dal 12 gennaio 2025 e ancora aperte al 21 maggio 2026, se più favorevoli per il contribuente.

In questi casi è possibile chiedere la rideterminazione del piano rateale entro il 20 giugno 2026, sempre tramite il Cassetto previdenziale INPS. Dopo tale data resteranno valide le condizioni originarie del piano già concesso.

Se hai bisogno di ulteriori informazioni, vuoi attivare lo SPID, opppure vuoi rateizzare il debito Contattaci ai nostri recapiti telefonici o vieni nei nostri uffici di Milano e Battipaglia per una consulenza gratuita.

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