Domanda di Tizio
Sono dipendente part-time (24 ore settimanali) come impiegato con CCNL Commercio. Vorrei aprire una partita IVA e usufruire dell’esonero dai contributi INPS, considerando che il lavoro dipendente è prevalente sia per ore lavorate sia per reddito. Ho i requisiti?
La risposta dipende dal tipo di attività con partita IVA
Con le informazioni fornite non è possibile affermare con certezza che lei abbia diritto all’esonero dai contributi INPS sulla futura partita IVA.
Il fatto di essere dipendente part-time e che il lavoro dipendente sia prevalente non basta da solo per ottenere l’esonero. L’aspetto decisivo è soprattutto il tipo di attività che verrà svolta con partita IVA.
- Se l’attività è commerciale o artigiana, si applica l’obbligo di iscrizione alla Gestione Artigiani e Commercianti INPS.
- Se invece si tratta di attività professionale, la contribuzione segue regole diverse e in molti casi riguarda la Gestione Separata INPS (salvo l’esistenza di una cassa professionale).
Attività commerciale: l’esonero non è automatico
Per l’iscrizione alla gestione Commercianti, l’INPS richiede che l’attività svolta nell’impresa abbia carattere:
- personale
- abituale
- prevalente
Questo significa che avere un lavoro dipendente part-time non garantisce automaticamente l’esonero dai contributi, ma nemmeno lo esclude in modo assoluto.
Nel caso del part-time la situazione è più delicata rispetto a un lavoro full-time, perché è più facile che l’INPS possa ritenere prevalente l’attività autonoma.
In pratica l’INPS valuta diversi elementi, tra cui:
- il tempo effettivamente dedicato all’attività autonoma;
- il ruolo personale nell’eventuale impresa commerciale o artigiana;
- l’eventuale presenza di collaboratori o dipendenti;
- la continuità dell’attività durante l’anno;
- il peso economico delle due attività (anche se questo elemento da solo non è determinante).
Con un contratto di 24 ore settimanali, quindi, non si può considerare l’esonero automaticamente acquisito.
Dalle 30 ore settimanali le possibilità di esonero contributivo sono più concrete, ovvero part time all’80%.
Attività professionale: cambia la gestione previdenziale
Se invece l’attività con partita IVA è professionale, il tema dei contributi cambia completamente.
In questo caso non si parla più di gestione commercianti ma, generalmente, di Gestione Separata INPS, a meno che non esista una cassa previdenziale di categoria.
Di conseguenza:
- la prevalenza del lavoro dipendente non esonera automaticamente dal versamento dei contributi;
- i redditi da lavoro dipendente e quelli da partita IVA seguono regole previdenziali diverse e separate.
In sintesi
Nel suo caso:
- se l’attività è commerciale o artigiana, l’esonero dai contributi non è automatico e la prevalenza va valutata caso per caso;
- se l’attività è professionale, i contributi alla Gestione Separata sono in linea generale dovuti sui compensi percepiti.
La prevalenza del lavoro dipendente in termini di reddito o ore lavorate può essere un elemento utile nella valutazione, ma non è sufficiente da sola a garantire l’esenzione contributiva.
Cosa verificare prima di aprire la partita IVA
Prima di aprire la partita IVA è opportuno:
- individuare con precisione il codice ATECO dell’attività;
- capire a quale gestione previdenziale verrà associata (artigiani/commercianti, gestione separata o cassa professionale).
Solo dopo questa verifica si potrà stabilire se esistono margini per evitare la doppia contribuzione oppure se l’attività comporterà un secondo obbligo previdenziale.
Con le informazioni attualmente disponibili, quindi, non è possibile affermare che i requisiti per l’esonero INPS siano già soddisfatti.
Se hai bisogno di ulteriori informazioni, vuoi aprire la partita IVA, vuoi iscriverti oppure chiedere esonero contributivo INPS Contattaci ai nostri recapiti telefonici o vieni nei nostri uffici di Milano e Battipaglia per una consulenza gratuita





