Polizza catastrofale obbligatoria, dal 31 marzo obbligo pieno per le imprese: regole e costi

Dal 31 marzo 2026 entra a regime l’obbligo delle polizze catastrofali (CatNat) per tutte le imprese. Si conclude così il calendario graduale introdotto nei mesi scorsi: dopo grandi, medie e gran parte delle piccole aziende, ora l’obbligo si estende anche ai settori che avevano beneficiato di un rinvio, come turismo, ristorazione, pesca e acquacoltura. Da questa data non ci sono più eccezioni temporanee: adeguarsi diventa imprescindibile.

Chi è obbligato

L’obbligo riguarda:

  • tutte le imprese con sede legale in Italia;
  • le aziende estere con stabile organizzazione nel Paese;
  • le attività iscritte al Registro delle imprese.

In particolare, dal 31 marzo rientrano anche:

  • imprese di pesca e acquacoltura;
  • micro e piccole imprese turistico-ricettive;
  • bar, ristoranti e attività di somministrazione.

Sono invece escluse:

  • le imprese agricole;
  • le attività che non utilizzano beni come terreni, fabbricati, impianti o attrezzature rilevanti ai fini di bilancio.

Anche chi opera in affitto o leasing deve adeguarsi, salvo che il bene sia già coperto da una polizza equivalente stipulata da altri. Se l’attività si svolge in casa, la copertura riguarda solo la parte destinata all’impresa.

Cosa copre la polizza

La polizza deve garantire i danni diretti ai beni aziendali causati da eventi catastrofali, tra cui:

  • terremoti;
  • alluvioni;
  • frane;
  • inondazioni ed esondazioni.

I beni assicurati includono:

  • terreni utilizzati nell’attività;
  • fabbricati;
  • impianti e macchinari;
  • attrezzature industriali e commerciali.

Eventi come grandine o trombe d’aria non sono inclusi automaticamente e possono essere coperti solo con garanzie aggiuntive.

Premi, franchigie e massimali

Non esiste un prezzo fisso: il premio varia in base a diversi fattori, tra cui:

  • posizione geografica;
  • livello di rischio;
  • valore e vulnerabilità dei beni;
  • misure di prevenzione adottate.

Le regole principali:

  • fino a 30 milioni di copertura: scoperto massimo del 15% (se concordato);
  • oltre i 30 milioni: maggiore libertà contrattuale.

Per i massimali:

  • fino a 1 milione: copertura fino al 100%;
  • tra 1 e 30 milioni: almeno il 70%;
  • oltre 30 milioni: negoziazione libera.

Quanto costa

I costi possono variare sensibilmente. Alcuni esempi:

Ristorante tipo:

  • Milano: circa 272 € annui
  • Roma: circa 776 €
  • Palermo: circa 628 €

Hotel tipo:

  • Milano: circa 556 €
  • Roma: circa 835 €
  • Palermo: fino a 2.111 €

Per una PMI media:

  • basso rischio: 1.500 – 3.000 €
  • medio rischio: 3.000 – 6.000 €
  • alto rischio: 6.000 – 12.000 €

La localizzazione geografica è il fattore che incide di più sul prezzo finale.

Polizze già attive

Le assicurazioni già in essere non devono essere rifatte da zero: si adeguano automaticamente al primo rinnovo o pagamento utile. È inoltre possibile aderire a polizze collettive, una soluzione spesso vantaggiosa per associazioni o reti di imprese.

Cosa succede a chi non si adegua

Non sono previste sanzioni dirette immediate, ma le conseguenze sono concrete:

  • esclusione da contributi pubblici;
  • difficoltà nell’accesso a incentivi e agevolazioni;
  • possibile penalizzazione in caso di aiuti post-calamità.

In pratica, essere senza copertura può diventare un ostacolo significativo per ottenere sostegni economici pubblici.


In sintesi, con la scadenza del 31 marzo 2026 l’obbligo è ormai totale: per le imprese non è più una scelta rimandabile, ma una condizione necessaria per operare senza rischi anche sul piano degli aiuti pubblici.

Se hai bisogno di ulteriori informazioni, Contattaci ai nostri recapiti telefonici o vieni nei nostri uffici di Milano e Battipaglia per una consulenza gratuita

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