Rivalutazione affitti Istat: aumenti a marzo 2026 e regole di calcolo

Torna a crescere l’adeguamento Istat dei canoni di locazione. Con l’ultimo aggiornamento relativo a febbraio 2026 (applicabile da marzo), l’inflazione registra un nuovo incremento, incidendo direttamente sugli affitti soggetti a rivalutazione.

L’indice FOI (prezzi al consumo per famiglie di operai e impiegati, al netto dei tabacchi) segna infatti:

  • +0,5% su base mensile
  • +1,1% su base annua
  • +2,7% su base biennale

Aumenti degli affitti: gli importi aggiornati

In base a questi dati:

  • per i contratti abitativi con adeguamento al 100%, l’aumento è pari a +1,1%
  • per i contratti commerciali con adeguamento al 75%, l’incremento è +0,825%

L’indice FOI di riferimento si attesta a 100,9.

Quando si applica l’adeguamento

L’aumento del canone non è automatico: scatta solo se nel contratto di locazione è presente una clausola specifica che prevede l’aggiornamento Istat.

Inoltre:

  • l’adeguamento avviene in genere ogni 12 mesi
  • senza clausola, il proprietario non può richiedere alcun aumento
  • sono esclusi gli affitti con cedolare secca, che restano invariati

Come funziona la rivalutazione

L’adeguamento serve ad allineare il canone all’andamento del costo della vita. Si basa sull’indice FOI calcolato mensilmente dall’Istat.

Le percentuali applicabili sono:

  • fino al 100% dell’indice per uso abitativo (es. contratti 4+4)
  • fino al 75% per uso commerciale (es. contratti 6+6)

Le parti possono comunque stabilire condizioni diverse nel contratto.

Modalità di calcolo

Il calcolo cambia in base alla situazione:

  • Primo aggiornamento: si utilizza l’indice FOI più recente disponibile
  • Aggiornamenti successivi: si confronta l’indice del mese corrente con quello dello stesso mese dell’anno precedente
  • Indice medio annuale: si può usare la media dell’anno precedente, se previsto contrattualmente

Formula di rivalutazione

Canone annuo × variazione indice FOI × percentuale di adeguamento

Il risultato fornisce il nuovo canone annuo, che va poi diviso per 12 per ottenere l’importo mensile.


Esempio pratico

Supponiamo un affitto mensile di 800 euro con adeguamento al 100% (uso abitativo).

  • Aumento Istat: +1,1%
  • Calcolo aumento: 800 × 1,1% = 8,80 euro

👉 Nuovo canone mensile: 808,80 euro


Altro esempio per un contratto commerciale (adeguamento al 75%) con canone di 1.200 euro:

  • Aumento Istat: +0,825%
  • Calcolo aumento: 1.200 × 0,825% = 9,90 euro

👉 Nuovo canone mensile: 1.209,90 euro


Va ricordato che la rivalutazione può comportare sia aumenti sia diminuzioni, a seconda dell’andamento dell’inflazione.

Scenario economico

Le recenti tensioni internazionali e la ripresa dell’inflazione stanno contribuendo a rendere più frequenti e significativi gli adeguamenti. Gli analisti guardano già ai prossimi mesi, con particolare attenzione ad aprile, quando potrebbe registrarsi un ulteriore picco.

Se hai bisogno di ulteriori informazioni, oppure devi registrare un contratto di locazione Contattaci ai nostri recapiti telefonici o vieni nei nostri uffici di Milano e Battipaglia per una consulenza gratuita

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